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Norberto Bobbio e Amartya Sen: Prospettive analoghe sulla libertà.
Norberto Bobbio e Amartya Sen: Analogous view about liberty.

                                                                       
Prof.ssa Carla Estefania Albert 

Riassunto: Sipretende abbordare di forma sintetica le analogie incontrate nella tematica della libertà nelle opere letterarie di Norberto Bobbio ed Amartya Sen. 

Parole chiavi: Libertà, sviluppo, Bobbio, Sen. 

Abstract: This paper would explain in a brief form, the analogous view about liberty among Norberto Bobbio and Amartya Sen.

Keywords: Liberty, development, Bobbio, Sen.

Master IIº livello (strictu sensu) in Economia dello Sviluppo. Professoressa nei Corsi di Commercio all’Estero ed Relazioni Internazionali.E-mail: carlaalbert@hotmail.com

 

1. Introduzione

La tematica della libertà deve interessare a tutti i Cittadini  ed alle Istituzioni per conseguenza; studi interdisciplinari sono estremamente convenienti. In quest’aspetto, col passare degli anni, importanti correnti della scienza economica come Law and Economics, Public Choice, New Economics Institutional, vengono ad enfatizzare ed hanno contribuito all’assunzione della condizione della complementaritàdell’economia e del diritto.

2. Libertà in Sen e Bobbio

Gli argomenti intorno alle libertà ed altri mezzi promotori dello sviluppo sono ampi. Come le libertà degli agenti sono diverse, c’è margine per la valorizzazione dei pesi relativi alle differenti forme di libertà determinando i vantaggi individuali ed il progresso sociale. Storicamente, la teoria economica istituzionale e la definizione sullo sviluppo umano, emergente dagli anni ’90, considerano come variabile costitutiva del processo dello sviluppo, la libertà. Dentro questo concetto di sviluppo e libertà il valersi dei Diritti Fondamentali fa parte dello sviluppo.

Un importante passo per lasciare chiaramente istituita l’analogia tra la tematica della libertà tra Bobbio e Sen, si deve al fatto che, nel 1990 il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) ha suggerito di sostituire la visione tradizionale dello sviluppo, concepita fino a quel momento, nell’occorrenza della crescita dei redditi e della produttività di un Paese. Con la nuova ottica sullo sviluppo del PNUD, il concetto dello sviluppo dipendeva, tra altri fattori, dalle opportunità che ha avuto e dalle scelte che ha fatto. Oltre che l’accesso alle opportunità, le persone hanno bisogno di essere preparate per fare scelte. In quest’aspetto, lo sviluppo consiste nell’eliminazione delle privazioni della libertà che restringono le scelte e le opportunità delle persone di esercitare ponderatamente la loro condizione di agente.
Secondo Sen (2000), lo sviluppo suppone che vengano rimosse le principali fonti della privazione della libertà: povertà e tirannia, carenza di opportunità economiche e destituzione sociale sistematica, negligenza dei servizi pubblici ed intolleranza o interferenza eccessiva di Stati repressivi. La condizione umana di agente libero e sostenibile nasce come base fondamentale per lo sviluppo. Oltre che costituirlo, contribuisce a rinforzare altri tipi di condizioni di agenti liberi.
La condizione di agente libero attua di forma diretta nello sviluppo, ossia, l’avere più libertá migliora il potenziale delle persone per occuparsi di se stesse e per influenzare il mondo.
Secondo Sen (2000), la strumentalizzazione dei tipi di libertà, sono rispettivamente: (1) libertà politiche – nella forma della libertà dell’espressione ed elezioni libere; (2) facilità economiche – nella forma della partecipazione al commercio ed alla produzione; (3) opportunità sociali – nella forma dei servizi per l’educazione e per la salute; (4) garanzie di trasparenza e (5) sicurezza protettrice; sarà data enfasi teorica a quelle libertá relazionate coi diritti, così come alle istituzioni coinvolte.
Secondo Sen (2000) questi strumenti sono adeguati alla realtà di ogni popolo, in questo senso non c’è un tipo corretto di libertà, la performance delle istituzioni che la promuove è variata, il che implicherebbe un’efficienza adeguata alla realtà dell’ambiente istituzionale.

Bobbio (1965), riconosce la possibilità di descrivere i valori della libertà, per il semplice fatto che il vocabolo ha dei significati descrittivi che devono essere costruiti con le regole dell’uso linguistico che operano  nella comunità in generale e nella comunità scientifica in particolare. Uno degli obiettivi centrali della teoria politica di Bobbio (2003) è stata quella di chiarire questi concetti descrittivi di libertà. La filosofia analitica usata da Bobbio nella costruzione di questi chiarimenti ha mostrato che non ci sono concetti essenziali di nessun tipo ma sì, risultati degli usi linguistici della comunità.
Una preoccupazione permanente di Bobbio è stata il chiarire due significati descrittivi del concetto di libertà. Per lui, questo compito analitico era un presupposto concettuale previo a qualsiasi altra discussione  sulla strutturazione politica dei valori della società. Per Bobbio (2003), che senso avrebbe dire ‘preferisco la libertà’ se non si stabilisce prima in quale dei sensi descrittivi di libertà la parola è contestualizzata?
Nel secondo momento della sua produzione letteraria, Bobbio ha sostituito la denominazione di concetto di libertà democratica con quella di autonomia. Presto, nella voce ‘libertà’ che ha scritto perl’Enciclopedia del Novecento, il concetto di restrizione è rimasto  assorbito nella definizione di prima libertà, poi libertà liberale, e s’è trasformato in un aspetto complementario di non impedimento. (PULIDO 2005 apud BOBBIO, 1963).
L’autonomia s’è mantenuta come significato essenziale della seconda libertà, la libertà democratica. Questa variazione s’è prodotta perché Bobbio considerava all’epoca, che la non costrizione ed il non impedimento si riferivano alle libertà d’azione, e l’autonomia si riferiva alla libertà della della volontà.  In un altro momento, Bobbio ha aggiunto un terzo significato, quello della libertà come la capacità positiva materiale di fare ciò che la libertà negativa permette di fare. (Bobbio, 1996).
Vengono abbordati allora, tre concetti di libertà: libertà liberale, autonomia e libertà positiva. Per Pulido (2005), tutti questi sensi sono legittimi. Ognuno ha la sua validità nel suo proprio ambito.
La libertà liberale è la locuzione che Bobbio sceglie per riferirsi al concetto di libertà che utilizza la teoria liberale: la facoltà di realizzare o no certe azioni senza essere impedito dalle altre, dalla società come un tutto organico o ancora, più semplicemente, dal potere statale. (Bobbio, 1965).  Grazie a questa facoltà l’individuo può usufruire di una sfera d’azione, più o meno ampia, non controllata dagli organi del potere statale. Questo senso di libertà corrisponde al concetto d’azione. Un’azione libera è un’azione lecita, che posso fare o no perché non è impedita.
Verifichiamo che in questo concetto, la libertà ha la stessa estensione della sfera di ciò che è permesso per non essere né ordinato né proibito. Si tratta della libertá negativa, la sfera dei comportamenti non regolati e, pertanto, leciti o indifferenti. Per questo, questa accettazione di libertà è una diminuzione della sfera  degli ordini ed un’ estensione della sfera delle permissioni. (Pulido 2005 apud Bobbio, 1963).
Per Bobbio (1965), il concetto di libertá ha anche ricevuto un significato descrittivo, inconfondibile con l’anteriore ed insostituibile, proveniente dalla teoria democratica. Da questa ottica, libertà significa autonomia, o ancora viene interpretata come il potere di non obbedire ad altre norme oltre quelle che mi sono state imposte. L’autonomia non significa non avere leggi, ma sì dare leggi a se stessi. Libertá sarebbe allora lo spazio regolato da norme imperative, sempre che siano autonome e non eteronime. Così intesa, la libertá si contrappone alla costrizione e corrisponde non all’azione, come la libertà liberale, ma sì alla volontà.  Come indica Bobbio (1955), una volontà libera è una volontà che non si autodetermina, in questo contesto i membri d’ uno Stato devono governarsi per se stessi, già che la vera libertà consiste in non far dipendere da nessuno oltre se stessi la regolamentazione della propria condotta.
D’accordo con Pulido (2005), il terzo senso che Bobbio da al concetto di libertà è quello della libertà positiva, estremamente familiare ai ricercatori, leggono o si interessano al concetto di sviluppo e di libertà. Secondo l’autore, questo concetto è il risultato del cambiamento occasionato dall’influenza delle teorie socialiste del secolo XIX°. In virtù di questo cambiamento, non si parla solamente della libertà per alludere al senso liberale negativo, ma anche quando si sostiene che  la garanzia della libertà deve abbracciare il potere positivo, ossia, secondo Bobbio (1963), la capacità giuridica/materiale di concretizzare possibilità astratte deve essere assicurata  dalle costituzioni liberali. Di forma più diretta, qui la libertà impone che tutti gli esseri umani debbano possedere come proprietà o come parte di una proprietà collettiva i beni sufficienti per usufruire di una vita degna. Questa libertà allude ad una capacità di vita materiale e spirituale senza senza la quale la libertà liberale sarebbe: vuota e la libertà democratica: sterile.

3. Conclusione

L’opera accademica di questi due iconi dello sviluppo umano è vastissima, possibilitando ai ricercatori sul tema, varie forme di analisi. Essendo così, è necessario evidenziare che, questo ultimo punto delpaper ‘conclusione’, segue la metodologia accademica che richiede durante la costruzione, una riflessione, un’opinione fondamentata dell’autrice, anche se si sa che concludere in relazione all’estesa e fertile opera di Bobbio e di Sen, possa sembrare estremamente semplice.
Nonostante non direttamente abbordato in questo articolo, Bobbio e Sen hanno in comune il transito letterario nella dimensione dell’etica. In Kerstnetzky (2000), la riflessione di come distribuire la ricchezza generata in modo da raggiungere l’ampiazione delle libertà effettive, è un’ eccellente provocazione costruttiva intorno all’approssimazione di questi due grandi teorici. Avventuriamoci presto in una rappresentazione grafica di questa inter-connessione.

  

artigo

Libertà di scelta, di opportunità e la libertà politica di Sen (2000), si avvicinano alla libertà liberale di Bobbio (1963), considerando che queste libertà indicano che l’individuo ha la facoltà di realizzare azioni (scelte) senza essere impedito da altri, siano questi altri, societá particolari, Stato o condizioni contrarie al suo sviluppo.
Allo stesso modo, il concetto della libertá positiva di Bobbio (1963), che tratta di concretizzare possibilità per una vita degna assicurata da una struttura  giuridica/materiale è simile all’importanza  delle libertà politiche di Sen (2000). Importanza, perché queste libertà trattano delle capacitá basiche, della significanza come strumento affinché le persone siano ascoltate e manifestino le loro rivendicazioni politiche.
Non è una sorpresa vericare la relazione fra i due teorici. Tanto Bobbio quanto Sen percorrono attraverso scienze complementari questioni pertinenti all’etica ed alla dignitá umana. Convergono nella variabile libertà come fattore di sviluppo, nella capacitá della persona di scegliere opzioni, nella sicurezza protettrice delle istituzioni: con i diritti civili, ecc. – Il processo di sviluppo è crucialmente influenzato da queste inter-relazioni.

bliografia

BOBBIO, Norberto. Eguaglianza e dignità degli uomini. AA. VV., Diritti dell’uomo e Nazioni unite, Padova, Cedam, 1963. Reimpreso en Il terzo assente, Torino, Sonda, 1989, pp. 71-83.

                        Norberto. Libertà come fatto e come valore. Riv. di filosofia. vol. LVI, n.º 3, 1965.
                        Norberto. A era dos direitos. Rio de Janeiro. Editora Campus. 1992.
                        Norberto. Liberalismo e Democracia. Editora Brasiliense. 2000.

Kerstenetzky, Celia Lessa. DESIGUALDADE E POBREZA:Lições de Sen. RBCS Vol. 15 no 42 fevereiro/2000.

SEN, Amartya. Desenvolvimento como Liberdade. Companhia das Letras. 2000.