C’è un film per capire Bergoglio


C’è un film per capire Bergoglio

humberto eco

 di Umberto Eco

 

Avete presente ‘Mission’, che ha vinto la Palma d’Oro nel 1986? Si racconta una vicenda che ha avuto come protagonisti i gesuiti sudamericani 250 anni fa. E’ da li che proviene, culturalmente, papa Francesco. (25 luglio 2013)

 

 Papa Francesco

Papa Francesco

 

Papa Francesco assume (lui gesuita) un nome francescano, va ad abitare in albergo, manca solo che calzi dei sandali e vesta un saio, caccia dal tempio i cardinali in Mercedes e infine va da solo a Lampedusa ad allearsi coi reietti del Mediterraneo come se la Bossi-Fini non fosse una legge dello Stato italiano. E’ davvero l’unico a dire e fare ancora “cose di sinistra”? Ma all’inizio si sono fatte circolare voci sulla sua eccessiva prudenza verso generali argentini, si è ricordata la sua opposizione ai teologi della liberazione, si sottolinea che non si è ancora pronunciato sull’aborto, sulle staminali, sugli omosessuali, come se un papa dovesse andare in giro a regalare preservativi ai poveri. Chi è papa Bergoglio?

 Credo che si sbagli

Credo che si sbagli a considerarlo un gesuita argentino: è un gesuita paraguayano. E’ impossibile che la sua formazione non sia stata influenzata dal “sacro esperimento” dei gesuiti del Paraguay. Il poco che la gente sa su di loro è dovuto al film “Mission”, che condensava in due ore di spettacolo, con molti arbitrii, 150 anni di storia. Riassumiamo. I conquistadores spagnoli, tra Messico e Perù, avevano compiuto stragi inenarrabili, appoggiati da teologi che sostenevano la natura animalesca degli indios (tutti oranghi), e solo un domenicano coraggioso come Las Casas si era prodigato contro la crudeltà dei Cortés e dei Pizarro, presentando gli indigeni sotto tutt’altra prospettiva.

 bartolome

Bartolomé de Las Casas nacque a Siviglia nel 1484 e fu il primo ecclesiastico a prendere gli ordini nel nuovo mondo, dopo essersi convertito da “encomendero” al culto cristiano. Così, nel 1515, entrò nell’ordine domenicano, che si era già schierato a favore dei diritti degli indigeni, e iniziò la sua instancabile battaglia a favore degli indios: egli condannò senza eccezioni il colonialismo e l’espansionismo degli europei, viaggiò nelle terre americane e attraversò molte volte l’oceano per portare in Spagna le sue proteste.

 

All’inizio del Seicento i missionari gesuiti decidono di riconoscere i diritti dei nativi (in particolare i Guaranì, che vivevano in uno stato preistorico) e li organizzano in “riduzioni”, ovvero comunità autonome autosostenute: non li raccolgono per farli lavorare per i colonizzatori, ma gli insegnano ad amministrarsi da soli, liberi da ogni servitù, in una totale comunione dei beni che producevano. La struttura dei villaggi e le modalità di quel “comunismo” ci fanno pensare alla “Utopia” di More o alla “Città del Sole” di Campanella, e di “preteso comunismo campanelliano” parlerà Croce, ma i gesuiti si ispiravano piuttosto alle primitive comunità cristiane. Mentre costituivano dei consigli elettivi formati solo da nativi (ma ai padri rimaneva l’amministrazione della giustizia), insegnavano a quei loro soggetti architettura, agricoltura e pastorizia, la musica e le arti, l’alfabeto (anche se a non a tutti, ma producendo talora artisti e scrittori di talento).

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Tommaso Moro è il nome italiano con cui è ricordato Thomas More (7 febbraio 1478 – 6 luglio 1535), avvocato, scrittore e uomo politico inglese. More ha coniato il termine «utopia», indicando un’immaginaria isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa, «L’Utopia», del 1516. È ricordato soprattutto per il suo rifiuto alla rivendicazione di Enrico VIII di farsi capo supremo della Chiesa d’Inghilterra, una decisione che mise fine alla sua carriera politica conducendolo alla pena capitale con l’accusa di tradimento. Nel 1935, è proclamato santo da Papa Pio XI; dal 1980 è commemorato anche nel calendario dei santi della chiesa anglicana (il 6 luglio), assieme all’amico John Fisher, vescovo di Rochester, decapitato quindici giorni prima di Moro. Nel 2000 San Tommaso Moro venne dichiarato patrono degli statisti, dei politici e degli avvocati da Papa Giovanni Paolo II. (Avvenire)

I gesuiti avevano certamente instaurato un severo regime paternalistico, anche perché civilizzare i Guaranì significava sottrarli alla promiscuità, alla neghittosità, all’ubriachezza rituale e talora al cannibalismo. Quindi, come per ogni città ideale, tutti siamo pronti ad ammirarne la perfezione organizzativa, ma non vorremmo certo viverci.
Però il rifiuto dello schiavismo, e gli attacchi dei “bandeirantes”, cacciatori di schiavi, avevano portato alla costituzione di una milizia popolare, che si era valorosamente scontrata con schiavisti e colonialisti. Sino a che, a poco a poco, visti come sobillatori e pericolosi nemici dello Stato, nel XVIII secolo i gesuiti erano stati prima banditi da Spagna e Portogallo e poi soppressi, e con loro finiva il “sacro esperimento”.
bartolome

Tommaso Campanella, al secolo Giovan Domenico Campanella, è stato un filosofo, teologo, poeta e frate domenicano italiano. Data di nascita: 5 settembre 1568, Stilo. Data di morte: 21 maggio 1639, Parigi, Francia Libri: La città del Sole, Censure sopra il libro del Padre Mostro: “Ragionamenti sopra le Litanie di Nostra Signora”, De politica

 

Contro questo governo teocratico si erano scagliati molti illuministi, parlando del regime più mostruoso e tirannico mai visto al mondo; ma altri parlavano però di «comunismo volontario ad alta ispirazione religiosa» (Muratori), dicevano che la Compagnia aveva iniziato a guarire la piaga dello schiavismo (Montesquieu), Mably comparava le riduzioni al governo di Licurgo e più tardi Paul Lafargue avrebbe parlato del «primo stato socialista di tutti i secoli».

 

Ora quando si propone di leggere le azioni di Papa Bergoglio in questa prospettiva si deve tener conto del fatto che sono passati da allora quattro secoli, che la nozione di libertà democratica è ormai comune persino agli integralisti cattolici, che certamente Bergoglio non si propone di andare a compiere né sacri né laici esperimenti a Lampedusa, e grasso che cola se riuscirà a liquidare lo Ior. Ma non è male vedere ogni tanto, su quanto accade oggi, il baluginio della Storia.

 

guarani

 

 

Guarani


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